Black Hat Seo

COS’E’ LA BLACK HAT SEO

La black hat SEO è tutto un insieme di pratiche “non corrette” da svolgere sul proprio sito, che hanno lo scopo di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.

In pratica si tratta di tentare di ingannare il motore di ricerca per posizionarsi con delle determinate parole chiave, anche se il contenuto della pagina da posizionare non ha attinenza con la parola chiave stessa.

Questa tecnica potrebbe essere utilizzata per esempio da un Affittacamere a Prato che vuole emergere su Google con la parola chiave “Alberghi a Firenze”, ma questo è solo un esempio, nemmeno troppo forte, che serve a far capire le potenzialità della Black Hat SEO.

PERCHE’ SI CHIAMA BLACK HAT SEO?

Il termine black hat vuol dire “Cappello Nero” ed è riferito ai film western in cui il cattivo aveva il cappello nero e si contrapponeva al buono che invece aveva il cappello bianco. Dunque Black Hat SEO è identificato come una serie di pratiche “cattive”.

Molto spesso queste pratiche portano ottimi risultati in termini di posizionamento ma è molto possibile (e con il raffinarsi degli algoritmi di Google che da anni tenta di combattere questa pratica scorretta, è sempre più probabile) che dopo un po’ di tempo, il sito venga penalizzato se non addirittura cancellato dall’ indice dei motori di ricerca.

Google non ama assolutamente questa tecnica, anzi, la combatte. Appena si accorge che un sito contiene elementi di Black Hat SEO, lo penalizza fortemente fino al punto di farlo sparire dai suoi indici.

Personalmente non utilizzo e non ho mai utilizzato questa tecnica (ma ammetto di averla testata per curiosità su un sito non in produzione) .

COME SI FA BLACK HAT SEO?

CON LE KEYWORD: Uno degli esempi classici è sfruttare delle keyword in maniera subdola all’interno del nostro sito. Immaginiamo il nostro affittacamere di Prato dell’esempio sopra. Immaginiamo che abbia un sito con lo sfondo bianco. Per emergere con la parola chiave “albergo a firenze”, grazie a questa subdola tecnica, dovrebbe scrivere un testo in cui sia presente più volte “albergo a firenze” e usare come colore del font il bianco, in modo che all’occhio umano la scritta non appaia, ma al motore di ricerca invece la keyword apparirebbe valida e quindi la scansionerebbe e gli darebbe una valenza ai fini del posizionamento.

CON I LINK: Stessa cosa si può fare con i link e gli anchor text.

CON LE DOORWAY: Un’altra tecnica “BLACK HAT” è quella di creare delle pagine singole, senza un vero contenuto, ottimizzate per la parola chiave che ci interessa e poi, da questa pagina, indirizzare l’ignaro utente sul sito vero e proprio. Queste pagine non hanno alcuna valenza a livello di contenuti e non sono utili all’utente in cerca di informazioni. Sono dette “doorway” oppure “gateway”.

CON LE LINK FARM: Utilizzando questi circuiti che servono a linkare da più fonti il proprio sito per aumenrtarne la popolarità.

CON LO STUFFING: o meglio keyword stuffing, ovvero riempire la pagina di quelle 2 – 3 parole chiave che ci servono anche se contenute in frasi sconnesse e senza senso.

ATTRAVERSO IL CLOAKING: Ovvero di una paginetta web creata apposta per i motori di ricerca. Essa è diversa da quella che in realtà vedono gli utenti. In pratica, quando viene identificato lo spider di un motore di ricerca all’interno del sito, uno script fatto ad hoc, mostra al motore una versione diversa da quella che vedono gli utenti (per esempio l’utente vede “affittacamere prato” e il motore “albergo a firenze”. Il risultato è che quando l’utente digita “albergo a firenze”, gli viene restituito come risultato il sito dell’affittacamere di Prato).

Io sconsiglio a tutti di adottare tale tecnica ma è bene che sappiate che esiste e che Google la combatte.

Riempite i vostri siti con tanto contenuto testuale di qualità e vedrete che non avrete bisogno di ricorrere a tale tecnica.

 

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About the author

Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

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