Come fare Link Building

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Ci ho pensato tanto prima di scrivere questo articolo. La link building è un argomento “hot” tra i SEO specialist e le correnti di pensiero a volte sono diverse. Sui forum capita spesso di essere presi a schiaffi se si dicono stupidaggini o se un tuo pensiero non coincide con quello di influencer quotati e riconosciuti come le autorità del settore. Alla fine però mi sono deciso a scriverlo, confortato dai risultati ottenuti seguendo il mio istinto ed alcuni consigli trovati in rete che mi sono divertito a sperimentare in prima persona.

In questo lavoro mi sono servito di link dofollow, link nofollow, link nei commenti, citazioni senza link, siti con DA oltre 25, blog gratuiti e directory. E vediamo cosa è uscito da questo mix. 

COME FARE LINK BUILDING CHE FUNZIONA?

Si dice che per fare link building ci si debba servire di siti a a tema con il proprio, con un valore di page rank alto e che questi link debbano essere dofollow per avere efficacia.

Sul primo punto siamo d’accordo, ma sugli altri due sorgono spontanee delle domande.

  1. Il page rank è il valore che da Google alle pagine di un sito. Fino ad una annetto fa il valore era visibile grazie a vari tools o utilizzando la “barretta” di google sul proprio Browser. Oggi il page rank esiste ancora ma Google non lo aggiorna pubblicamente per cui non siamo in grado valutare l’esatto PR delle pagine dei siti. Come fare quindi a valutare la bontà del sito che scegliamo per i nostri link?
  2. I link dofollow sono effettivamente efficaci. Tuttavia sempre più siti scelgono di non utilizzare questo attributo per i link in uscita e spesso, più i siti sono buoni per la link building, meno probabilità ci sono di riuscire ad ottenere link dofollow.

COME SI FA SENZA PR?

Il page rank è una metrica di valutazione di Google per assegnare un “peso” alle pagine dei nostri siti. Questo peso possiamo definirlo autorità o attendibilità. I valori vanno da 0 a 10 intendendo 10 come il massimo punteggio. Il page rank però, come già ormai saprete, non viene più aggiornato pubblicamente. Questo non vuol dire che non esiste più ma semplicemente che Google assegna questo valore ma non ce lo viene a dire.

Come possiamo allora valutare se un sito ha un “peso” rilevante e sia idoneo a scopi di link building? In questo caso una grossa mano ce la da moz con il suo valore di Domain Authority (DA). La scala di valori del DA va da 1 a 100, intendendo 100 come valore massimo. Siti con DA superiore a 25 sono già ottimi per i nostri scopi e questi sceglieremo per la nostra campagna di link building.

COME VEDERE IL VALORE DI DOMAIN AUTHORITY DI UN SITO

Per questo basta andare su moz.com ed inserire il dominio che ci interessa. Se non vogliamo fare ogni volta questa operazione ci basterà installare l’estensione della barretta di Moz sul nostro browser Chrome o Firefox.

USO DEI LINK DOFOLLOW E NOFOLLOW

Quando poniamo in essere una campagna di link building, l’attività consiste nel creare link da altri siti verso il nostro sito target. I link in ingresso sono uno strumento molto potente per cercare di far salire il proprio sito sui motori di ricerca. Ottenere dei link da altri siti non è facile, ne tantomeno un’attività rapida. Per questo ci si ingegna per crearne attraverso l’iscrizione in directory, forum e cercando di scrivere articoli su siti che ospitano “guest post” e comunicati stampa al cui interno compare un link verso il nostro sito.

Come detto, i link si dividono in link dofollow e link nofollow. I primi invitano lo spider di Google a seguire il link verso il sito di destinazione. I secondi no. Per questo i link dofollow sono preferibili rispetto ai nofollow. Tuttavia anche i link nofollow possono essere utilizzati! Se è vero che rappresentano “segnali deboli” (cit. Francesco Margherita), sono pur sempre segnali della nostra presenza sul web. E di questo ce ne accorgiamo quando, andando a vedere l’analisi dei link in entrata sui vari tool (GWT, MajesticSEO, Semrush, ecc…), li vediamo comparire nell’elenco dei link in ingresso.

Una buona campagna di link building dovrebbe sempre prevedere un mix tra link dofollow e link nofollow (anche per evitare le penalizzazioni. Ma questo è un altro discorso…).

ECCO LA MIA ESPERIENZA

Seguendo i consigli presi dalle pubblicazioni di un SEO che adoro, Francesco Margherita, per un mio progetto non ho disdegnato di utilizzare anche siti che non permettevano link dofollow. La percentuale è stata di circa 40 e 60 tra link nofollow e link dofollow. Mi preme sottolineare che i link nofollow questa volta sono stati utilizzati in quantità importante rispetto al solito. Le anchor-text dei link sono state abbastanza varie: dalle key esatte a quelle a coda lunga contenenti le parole chiave principali che mi interessavano, fino alla semplice url della pagina.

Ho deciso di servirmi anche di siti che non permettevano i link, parlando dell’argomento che mi interessava produrre. Per questi siti ho prodotto articoli tenendo in considerazione la prossimità delle parole chiave e tenendo l’occhio ad una discreta percentuale di keyword density (concetto un po’ obsoleto ma che ho voluto provare a tenere in considerazione).

Ho anche spammato un pochino (ma davvero ai minimi termini) con Yahoo answer e con i commenti nei blog che permettevano l’inserimento di link (tutti nofollow). Ovviamente ho utilizzato anche le directory per inserire i link al sito.

I risultati però non arrivavano, sembrava che la serp fosse immobile. A quel punto ho controllato i backlink con moz.com e li la cosa si è fatta davvero interessante.

Alcuni dei siti utilizzati per linkare il mio sito erano segnalati come penalizzati. Così ho dovuto procedere a ripulire (quello che si poteva) e a fare richiesta di disconoscimento dei link su Google Strumenti per Webmaster (oggi Search Console).

Da moz ho anche verificato che c’erano dei siti con domain authority più alta degli altri e li si è accesa la lampadina. Si lo so che per te che sei un SEO esperto e navigato questo è scontato, ma dai anche a me la possibilità di fare esperienza no?

Con l’aiuto di moz ho allora iniziato a cercare siti che permettessero di scrivere articoli con DA maggiore di 25 che, come detto, è un buon punteggio. Su questi siti, senza pensare se rilasciassero link dofollow o nofollow, ho ripreso a scrivere articoli che linkavano le pagine del sito che mi interessava far salire in SERP.

domain authority

Leggendo un’interessante articolo di Riccardo, ospitato sul sito di Mazza il Pirata (Mitico), ho poi deciso di seguire una sua tecnica un po…black :-). Ho creato qualche blog da zero su piattaforme gratuite come virgilio, blog, wordpress, ecc… ed ho iniziato a scrivere articoli che puntavano siti importanti (da wikipedia in su). Dopo questa fase, su questi stessi blog ho scritto articoli che invece linkavano il sito che mi interessava.

Alla fine di tutto questo lavoro la Serp si è finalmente mossa e dalla 6 pagina di google sono giunto in prima!

La cosa che mi ha più stupito in questo “viaggio” è stata constatare che i nuovi blog godono di un DA altissimo, da 50 a 91 nel mio caso, nonostante siano nuovi di zecca e su piattaforme gratuite! E’ vero che il Page Authority di questi blog è ad 1 ma è altrettanto vero anche che in futuro, curandoli come si deve, questi, alla discesa inevitabile del DA contrapporranno (spero) una salita del PA.

Come avrete notato il processo è stato lungo ma la cosa più bella di tutta questa storia è l’aver provato in prima persona a sperimentare le varie tecniche e di aver aggiustato il tiro passo dopo passo fino a giungere al risultato desiderato.

Da tutto questo ne ho dedotto che non esiste una verità assoluta sul modo di fare link building. Tecniche considerate white vanno miscelate con tecniche black. Alcune tecniche passate di moda perché qualche guru ha detto che non funzionano più in realtà danno ancora il loro contributo se dosate nella giusta misura ed inserite in un contesto più ampio. I segnali deboli citati da Francesco Margherita, trovano effettivamente riscontro in fase di analisi. Quella che chiamo simpaticamente “porcata” di Riccardo, è un metodo efficace anche se decisamente black.

La morale di tutta la storia? Mi sono divertito tantissimo!

About the author

Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

Readers Comments (2)

  1. Parli del “tiered link building secondo Mazza”, vero? 😀 ne sono appena venuto a conoscenza, e ho appena iniziato a lavorarci anche io…vedremo come andrà 🙂

    • Esatto. Vai e divertiti. Per la mia esperienza però ti dico che all’inizio spinge parecchio ma poi per stabilizzare il tutto bisogna lavorarci “seriamente” 🙂

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