Come inserire i Dati Strutturati nel Sito

COSA-SONO-I-DATI-STRUTTURATICOSA-SONO-I-DATI-STRUTTURATI

L’operazione di implementare i dati strutturati sul proprio sito web è di per se un compito alla portata di tutti. I dati strutturati possono essere inseriti a mano (direttamente nel codice sorgente delle pagine), oppure, per chi utilizza un CMS come WordPress, Joomla! e via dicendo, possono anche essere implementati attraverso l’utilizzo di semplici plugin. Oggi vedremo come inserire i dati strutturati in un sito web qualsiasi.

Alla fine di questo articolo, saprai come si fa ad inserire i dati strutturati su qualsiasi tipo di sito, sia esso in html, sia esso realizzato con WordPress o altri CMS. Pronti?

Prima di spiegare come e dove inserire i dati strutturati sul sito è necessario capire cosa sono i dati strutturati e a cosa servono.

Cosa sono i dati strutturati

I dati strutturati sono delle “meta-informazioni” costituite da piccole porzioni di codice che, implementate sui siti web, permettono ai motori di ricerca di capire meglio i contenuti e le relazioni delle pagine e di restituire i risultati migliori e più pertinenti alle query digitate dagli utenti.

I dati strutturati furono introdotti da Google, Bing e Yahoo nel 2011 quando crearono un vero e proprio vocabolario in grado di definire qualsiasi entità e le relazioni che tra esse intercorrono. Questo vocabolario si chiama schema.org.

Attraverso i dati strutturati i motori di ricerca sono in grado di estrapolare le informazioni contenute nelle pagine web sotto forma di dato (metadati). Questo aspetto gli consente di:

  1. Conoscere le entità presenti nella pagina
  2. Capire le relazioni che intercorrono tra le varie entità
  3. Fornire la risposta giusta alla query digitata

Detto così sembra una cosa difficile ma se continuate a leggere l’articolo, senza saltare subito al paragrafo che descrive come inserire i dati strutturati, riuscirete a capire il concetto e ad applicarlo sui vostri siti web in maniera corretta ed efficace.

Una volta capito come funziona, intuirete anche le grandi potenzialità dei dati strutturati in ottica SEO.

COSA SONO LE ENTITA’ NELLA SEO

Le entità, in ambito SEO, sono gli elementi principali per cui gli utenti ricercano le informazioni sui motori di ricerca. Quando una persona cerca su Google una buona offerta per una TV, la TV è considerata dal motore di ricerca un’entità. Quando ricerca il sito di Amazon, anche Amazon è un’entità. In sostanza, tutte le ricerche effettuate dalle persone su Google e Bing hanno lo scopo di reperire informazioni sulle singole entità. I motori di ricerca oggi si nutrono di entità e, questa è la cosa importante, riescono a capire se ci sono relazioni tra di loro per rispondere meglio alle domande degli utenti.

Facciamo un esempio pratico :

  • L’Italia è considerata da Google una entità
  • Il Presidente del consiglio attuale, Paolo Gentiloni, è anch’egli considerato una entità

Mettendo in relazione queste due entità, Google riesce a rispondere a domande tipo “chi è il presidente del consiglio italiano?” e a restituire il risultato che vediamo nell’immagine sottostante.

esempio di entità su google

esempio di relazione tra entità visualizzata su google

Abbiamo così ottenuto la risposta alla query digitata perché:

  • Google è venuta a conoscenza dell’esistenza delle entità Italia e Paolo Gentiloni
  • Google ha capito quali relazioni intercorrono tra la nazione Italia e il Signor Paolo Gentiloni
  • Google ha fornito la risposta ESATTA alla domanda “chi è il presidente del consiglio italiano?”

Lascio a voi le considerazioni riguardo le potenzialità, in ambito SEO, di saper fornire a Google informazioni sulle entità che volete rappresentare e a fargli capire quali relazioni intercorrono tra di loro.

Ringraziamenti: Quando si è cominciato a parlare di entità in ambito SEO, sarò sincero… non è che ci ho capito subito molto. Poi, grazie al contributo in rete di professionisti che han deciso di condividere le loro conoscenze e alla partecipazione a un paio di workshop, finalmente mi sono chiarito le idee e sono riuscito ad afferrare il concetto. Determinanti sono state persone come Francesco Margherita che con la creazione di una community chiamata “fatti di SEO” presente su Facebook, ha messo in rete migliaia di SEO ed aspiranti tali, pronti a scambiarsi informazioni a chi chiede aiuto su un determinato argomento o problema. Molto importante è stato anche il contributo di Ivano Di Biasi, fondatore di SeoZoom, grazie alla pubblicazione del suo libro sulla Link Building. Consiglio a tutti coloro vogliano imparare a fare SEO, o semplicemente ad integrare le proprie conoscenze, la lettura dei libri “Manuale di SEO Gardening” di Francesco e “Link Building” di Ivano. Non mi vergogno a sponsorizzarli pubblicamente. Se oggi riesco ad ottenere determinati risultati lo devo anche a loro.

Perché inserire i dati strutturati sui siti web

Tutte le entità vengono catalogate da Google in una sorta di contenitore chiamato Knowledge Graph, attraverso il quale poi riesce ad estrapolare e a “capire” i contenuti delle pagine web ed infine definire le relazioni che le legano.

Google riesce generalmente a riconoscere le entità presenti nei testi delle pagine web ma, se su queste fossero implementati i dati strutturati avremmo la sicurezza che riuscirebbe a catalogare le nostre informazioni in maniera più netta e precisa.

Quando Google capisce quale entità costituiamo e quali sono le relazioni tra la nostra entità (Brand o Persona) e le entità collegate (Azienda, Prodotti, Servizi), possiamo essere sicuri di aver ottenuto un vantaggio rispetto alla concorrenza che sotto questo punto di vista è rimasta carente.

L’essere catalogati nel Knowledge Graph di Google significa:

  • Essere conosciuti da Google come Brand/Azienda
  • Google conosce i servizi che offriamo
  • Google si fida di noi

Tutto questo si tramuta in nuove opportunità per aumentare i visitatori al sito, convertire i visitatori in clienti e per condurre una campagna di link building topicizzata ai massimi livelli per migliorare il posizionamento nella classifica di ricerca.

 

Quando inserire i dati strutturati

Quando dovrebbero essere inseriti i dati strutturati? La risposta è sempre! Ogni sito, sia esso aziendale o blog amatoriale, dovrebbe essere implementato con i dati strutturati. Il perché lo abbiamo detto prima.

Sarebbe opportuno anche andare ad implementarli nei vecchi articoli, soprattutto in quelli che non si sono posizionati degnamente. Potrebbe essere l’occasione anche per analizzarli e migliorare la loro ottimizzazione SEO, aggiungendo nuove informazioni, migliorando la distribuzione delle keywords e dei vari tag.

Come inserire i dati strutturati sul sito

Ma come si fa ad inserire i dati strutturati sul sito? Dove inserire i dati strutturati? Qui rimarrete stupiti dalla semplicità della risposta. Basta andare su schema.org per trovare tanti esempi, pronti per ogni utilizzo, con tanto di documentazione ed esempi già prelevabili.

Se poi volete davvero vincere facile, senza spremervi il cervelletto e passare del tempo a testare, Google stesso fornisce un’ampia gamma di dati strutturati da copiare, modificare ed incollare.

Questo è l’indirizzo dove troverete tantissimi modelli di dati strutturati (chiamati Data Set) pronti all’uso: https://developers.google.com/search/docs/data-types/data-type-selector

I dati strutturati possono essere inseriti sotto forma di “microformati“, oppure di script “JSON-LD“. Io preferisco i secondi perché implementabili in maniera più semplice nelle pagine web. Basterà copiare gli script e, dopo averli personalizzati, incollarli nella pagina del sito.

Facciamo un esempio con uno script JSON-LD che utilizzeremo per inserire in una pagina del sito, i contatti telefonici di una azienda sotto forma di dati strutturati. Ecco il codice che ci suggerisce Google Developers:

<script type=”application/ld+json”>
{
“@context”: “http://schema.org”,
“@type”: “Organization”,
“url”: “http://www.your-company-site.com”,
“logo”: “http://www.example.com/logo.png”,
“contactPoint”: [{
“@type”: “ContactPoint”,
“telephone”: “+1-401-555-1212”,
“contactType”: “customer service”
}]
}
</script>

In questo esempio, tutto quello che dovremo fare è sostituire le voci relative alla url del sito, il percorso del logo ed il numero di telefono con i nostri dati.

Naturalmente questa è solo una delle possibilità. Esistono script da inserire per implementare i dati strutturati per:

  • Breadcrumbs
  • Liste Puntate (Bullets)
  • SiteLinks
  • Nome del Sito
  • Contatti Aziendali
  • Loghi
  • Profili Social
  • Articoli
  • Libri
  • Corsi
  • Musica
  • Ricette
  • Recensioni
  • Film
  • Video
  • Business Locali
  • Eventi
  • Prodotti
  • Informazioni Scientifiche

Ogni tanto, vengono implementati nuovi script per altre categorie. Quello per le informazioni scientifiche ad esempio, è uno degli ultimi arrivati.

Sotto forma di script JSON-LD, questi modelli pronti di metadati possono essere utilizzati sia in pagine web HTML che in quelle create attraverso l’utilizzo di WordPress, Joomla! e gli altri CMS.

Come inserire gli Script JSON-LD su WordPress e Joomla!

Il metodo per inserire gli script JSON-LD su WordPress e Joomla!, è valido anche per tutti gli altri tipi di CMS che consentano di utilizzare, oltre all’editor visuale, un editor di testo html.

Quindi, ponendo il caso che stiamo utilizzando WordPress, cliccare sulla tab che riporta la scritta “testo” in alto a destra sopra l’articolo, incollare lo script e salvare. Quando torneremo in modalità visuale, vedremo solo una piccola iconcina nella posizione dove abbiamo inserito i dati strutturati. Ecco le immagini.

 

Inserimento dello script su WordPress in modalità testo

Inserimento dello script su WordPress in modalità “testo”

 

Come appare lo script in modalità visuale su WordPress

Come appare lo script in modalità visuale su WordPress

 

Naturalmente nel front-end del sito, non saranno visualizzati né il codice, né l’iconcina.

 

Plugin WordPress per inserire i dati strutturati

L’inserimento manuale degli script, dentro gli articoli dell’editor di WordPress, permette di avere il pieno controllo ed un’elevata possibilità di personalizzazione delle informazioni da sottoporre a Google sotto forma di dati strutturati.

Ciò non preclude l’utilizzo di un plugin adatto allo scopo. Sulla repository di WordPress già se ne trovano diversi. Io personalmente utilizzo e consiglio All In One Schema.org Rich Snippets.

All in One Schema.org Rich Snippets

All in One Schema.org Rich Snippets, consente con una semplicità estrema di implementare i dati strutturati sul sito per le seguenti categorie:

  • Recensioni
  • Ricette
  • Eventi
  • Persone
  • Articoli
  • Prodotti
  • Servizi
  • Software
  • Video

Una volta scritto l’articolo, alla fine dello stesso ci sarà una sezione “Configure Rich Snippets”. Da li, attraverso un menu a tendina, sarà possibile scegliere il tipo di dato con cui marcare l’articolo. Riempite i campi richiesti, salvate e avete ottenuto lo scopo.

Schermata plugin WordPress All in One Schema.org Rich Snippets

Schermata plugin WordPress All in One Schema.org Rich Snippets

Tool di Google per aggiungere dati strutturati alle pagine Web

Un terzo modo per aggiungere i dati strutturati al nostro sito è quello di utilizzare l’Assistente per il Markup dei dati strutturati messo a disposizione da Google, che puoi trovare a questo indirizzo: https://www.google.com/webmasters/markup-helper/

Portandoci su questo strumento online, ci troveremo davanti una schermata che ci permettere di scegliere quale tipo di markup vogliamo utilizzare (articolo, eventi, prodotti, ecc…) e poi di inserire la url della nostra pagina Web.

Fatto questo, cliccando sul pulsante azzurro in basso “inizia la codifica”, ci verrà restituita a schermo un’anteprima della pagina accanto alla quale vi è una colonna con tutta una serie di voci non compilate.

Tutto quello che dovremo fare è “evidenziare” con il mouse le varie sezioni del nostro sito e selezionare il tipo di dato al quale vogliamo associarle. L’immagine sotto rende l’idea…

assistente-markup-dati-strutturati-gogle

Assistenta Markup Dati Strutturati di Google

Terminato di popolare tutti i campi richiesti nella colonna di destra, clicchiamo sul pulsante rosso in alto a destra, su cui è scritto “crea HTML” e attendiamo pochissimi istanti per ottenere il markup da implementare sul nostro sito.

Possiamo prelevare sia il codice con i dati sotto forma di microformati , sia sotto forma di script JSON-LD. A questo punto possiamo scaricare il codice di tutta la pagina, oppure copiare solo i markup generati per incollarli sul nostro sito.

Codice generato dal tool per i dati strutturati

Codice generato dal tool per i dati strutturati

 

Test per il Markup dei Dati Strutturati

Sapete bene che per ogni casa che fate sul vostro sito, la Search Console vigila attenta, pronta ad evidenziarvi ogni possibile errore o malfunzionamento. E’ così anche per i dati strutturati. Nella sezione Dati Strutturati della dashboard, Google ci evidenzierà se ci sono pagine che presentano i dati strutturati in maniera errata o incompleta. Dovremmo fare attenzione affinché questi errori siano presenti in maniera poco rilevante, o meglio, che non ve ne siano proprio.

Search Console errori Dati strutturati

Search Console errori Dati strutturati

Nell’immagine sopra vi sono ben 25 errori su altrettante pagine.

Ad onor del vero, si tratta della mancanza dei campi author ed update, un errore comunissimo quando si implementano i dati strutturati con i plugin.

Per vedere se la pagina, nonostante questi errori, venga validata da Google, ci porteremo sullo “strumento di Test dei dati strutturati” messo a disposizione da Google stesso. Qui verificheremo se la pagina è OK, oppure potremo capire quali errori siano presenti e come risolverli.

Strumento di test per i dati strutturati

Strumento di test per i dati strutturati

Sottomettiamo l’url della pagina da analizzare a Google e clicchiamo su “Esegui Test”. Dopo qualche secondo di attesa avremo il responso. Se la pagina viene validata non avremo di che preoccuparci per gli errori sulla Search Console.

Esito del test dei dati strutturati

Esito del test dei dati strutturati

 

Riflessione sui Dati strutturati in ottica Link Building

In una campagna di link building, può essere un’arma vincente quella di utilizzare i dati strutturati. Intanto, grazie al loro uso abbiamo fatto capire a Google il topic principale delle pagine del nostro sito e tutte le entità in relazione tra loro.

Iniziando a creare link da pagine a tema, dove sono presenti entità in relazione con quelle presenti sul nostro sito, Google tollererà meglio i link in ingresso, concedendoci un più ampio margine di manovra nell’utilizzo dei link testuali di natura manipolativa.

 

Eccoci giunti al termine di questo lunghissimo (e per me estenuante) articolo su come inserire i dati strutturati nel sito. Spero di aver fatto capire meglio cosa sono i dati strutturati e perché sono importanti. Ed ora… che fate? Ancora qui? Non ce l’avete un sito dove dovete inserire i dati strutturati? 🙂

Summary
Cosa sono i dati strutturati
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Cosa sono i dati strutturati
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Attraverso i dati strutturati i motori di ricerca sono in grado di estrapolare le informazioni contenute nelle pagine web sotto forma di dato (metadati). Questo aspetto gli consente di: 1. Conoscere le entità presenti nella pagina 2. Capire le relazioni che intercorrono tra le varie entità 3. Fornire la risposta giusta alla query digitata
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Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

Readers Comments (13)

  1. Ti ringrazio un articolo semplice, ma chiarissimo. Davvero d’aiuto per chi come me è alle prime armi anche perchè esplora tutte le possibili soluzioni.

  2. Caro Flavio,

    il tuo articolo è veramente chiarissimo e completo. Personalmente conoscevo già gran parte del suo contenuto, ma mi sono sempre chiesto se convenisse lavorare con un plugin o manualmente.

    Nel settore tecnologia, ad esempio, trovo molto bello esteticamente il plugin “Wp-product-review”, ma non so se convenga, anche per la velocità di caricamento del sito, il plugin oppure la scrittura manuale del codice.

    Spero che possa chiarirmi le idee.

    Grazie,

    Giovan Giuseppe

    • Ciao Giovan Giuseppe. Grazie mille!
      Volendo scegliere tra plugin e codice, meglio il codice ma in questo caso non specificatamente per una mera questione di pesantezza. Utilizzando il Json-Ld si può sempre mettere il giusto dato strutturato nel punto giusto della pagina. Ed é questo il valore aggiunto.
      Se scrivo un articolo che parla di un prodotto legato ad un evento ad esempio, utilizzando il codice posso fornire a Google queste due entità sotto forma di dati strutturati. Con i plugin che finora ho testato invece, devo sceglierne una sola, o ripiegare sul classico article.
      In realtà poi, nulla vieta di utilizzare plugin e codice.
      Spero di esserti stato d’aiuto.

      • Ti ringrazio: sei stato molto chiaro e gentile.

        Ma mi chiedo: ogni sito in WordPress inserisce nella parte testuale, all’inizio dell’articolo e manualmente, questi dati?

        Oppure c’è un modo per far sì che vengano raccolti in automatico?

        E posso inserire qualsiasi cosa con schema.org? Anche le stelline tipiche dei rich snippet per le mie recensioni?

        • Altra cosa: perché parli di “posizione nell’articolo”?

          Inserirli in fondo o in alto va ad incidere in qualche modo sui risultati o sulla qualità (non so come dire) dell’articolo?

        • Ciao, non so se ho capito bene la domanda. In generale però, oggi come oggi, i dati strutturati meglio inserirli a mano per mettere solo quelli attinenti al contenuto.
          Si, puoi inserire qualsiasi tipo di dato strutturato, comprese le stelline delle recensioni.
          Per quel che concerne la posizione mi riferisco all’eventualità di metterne alcuni specifici nei punti in cui servono. Se ho una pagina che parla di ricette, nel corpo dell’articolo inserisco i relativi dati strutturati. Se nella stessa pagina ho una sidebar dove mi presento, sarà in quell’area che inserisco quelli di tipo person. Se nel footer ho l’indirizzo ed i recapiti di contatto, sarebbe buona idea inserire li quelli di tipo Organization.

  3. Ciao ho letto con interesse e cercherò di aggiornare il mio sito seguendo queste tue procedure.

    Vorrei cogliere l’occasione per porti un quesito, ho un sito a carattere amatoriale ma jiimdo (che mi ospita, in free) mi ha richiersto di inserire il footprint contenete i dati del sito, non sono una società…….mi puoi potete portare cortesemente un’esempio da cui prendere spunto?

    Altrimenti mi bloccano il sito fino a quando non aggiorno…..grazie mille anticipatamente a chinque possa aiutarmi

    • Ciao. Grazie per l’apprezzamento all’articolo.
      Per quel che riguarda jiimdo non posso aiutarti perché non ho mai utilizzato questo servizio. Spero che qualcuno possa darti una mano.

  4. Ciao Flavio, complimenti per l’articolo. Ho un blog da qualche mese e questa dei dati strutturati mi era totalmente ignota sino a quando non ho sbirciato sulla Search Console e ho visto che ho ben 138 elementi con 138 errori. Tutti i dati sono hentry in cui manca author e updated. Prima del tuo articolo ho letto un po’ e sono andato ad implementare con un hook nel function.php, cosa che teoricamente avrebbe dovuto risolvere il problema. Eseguendo il Test per il Markup dei dati strutturati mi da 0 errori e 0 avvisi ma sul search console mi rimangono comunque 138 errori. Cosa dovrei fare? Grazie mille

    • Buongiorno Andrea, grazie per l’apprezzamento al lavoro svolto.
      Gli errori sulla Search Console spariranno pian pianino. Ci vuole tempo. Se hai corretto il problema ed il test ti da zero errori, vuol dire che questi non ci sono. A meno che…
      Quel tipo di errori dei dati strutturati non vengono evidenzianti necessariamente sulla pagina dell’articolo. Si manifestano anche se una pagina contiene un’anteprima degli articoli o le anteprima degli articoli correlati.
      Una home page che presenti l’anteprima degli ultimi articoli pubblicati ad esempio, probabilmente genererà questo tipo di errore. Un articolo che presenti in fondo le anteprima degli articoli correlati, idem. Bisogna inserire queste informazioni anche alle anteprima.
      Se è questo il tuo caso, sulla SC troverai diversi errori relativi all’author e all’updates per ogni pagina. Per rimediare io ho fatto come scritto in questo articolo: https://flavioweb.net/errori-dati-strutturati-manca-updated-author-entry-title/. Nel mio caso, per non perdere le modifiche apportate in caso di aggiornamento del tema, ho lavorato sul tema child.

  5. Magnifico articolo, chiaro e preciso. complimenti

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