Come si gestisce una mailing list per il DEM: l’importanza dell’unsubscribe

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Il Direct Email Marketing è uno dei canali di promozione online più apprezzati ed efficaci.
Creare un servizio newsletter e comunicare con una cadenza ben precisa (in genere settimanale o mensile) tutte le novità ai contatti presenti nelle proprie liste di indirizzi email rappresenta la soluzione perfetta per sottoporre all’attenzione della clientela di un e-shop o di un’attività commerciale tradizionale offerte e sconti speciali, ma anche per invitarla alla partecipazione ad un evento o, più semplicemente, per mantenerla aggiornata su tutte le ultime novità e i nuovi progetti intrapresi.

Sfruttare l’invio di newsletter per incrementare la notorietà di un marchio, migliorarne la reputazione e coltivarne il rapporto con il pubblico al quale si rivolge rappresenta la soluzione perfetta per raggiungere un bacino di utenti ampio in modo diretto ed incisivo, senza dover ricorrere ad investimenti troppo impegnativi.

I vantaggi dell’email marketing e delle campagne DEM

Le email sono un mezzo semplice, ma molto versatile e con un tasso di penetrazione ormai elevatissimo. In effetti, nonostante gli enormi numeri registrati da social network come Facebook, va detto che non tutti gli utenti che navigano sul web possiedono un account su questo tipo di piattaforme, mentre praticamente qualunque internauta sfrutta almeno una casella di posta elettronica.

Grazie alla possibilità di leggere i messaggi ricevuti in qualunque momento, ad esempio sfruttando lo smartphone, l’email marketing ha smesso di essere limitato all’ambito domestico o lavorativo: oggi una newsletter ben congeniata può raggiungere il destinatario e convincerlo a compiere una determinata azione (acquistare un prodotto online, visitare un sito, compilare un modulo di contatto, ecc.) in ogni istante, un fattore che ha contribuito ad incrementare ulteriormente l’efficacia delle campagne DEM.

Inviare newsletter: quali strumenti usare?

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Come gestire una mailing list

Creare e organizzare un servizio newsletter è un’attività relativamente semplice, gestibile in completa autonomia anche da chi non possiede conoscenze particolari nell’ambito del web marketing e non si è mai occupato della composizione e dell’impaginazione di un’email professionale.

Online sono disponibili diverse piattaforme studiate appositamente per l’email marketing, ovvero applicativi interamente web based che mettono a disposizione tutti gli strumenti indispensabili per importare e organizzare i dati dei destinatari ma anche per creare newsletter convincenti, programmarne l’invio e verificarne i risultati.

Per scegliere un sistema adeguato alle proprie esigenze occorre innanzitutto stabilire il budget complessivo da destinare alla campagna e, quindi, orientarsi sui mailer che offrono servizi di assistenza gratuiti e in italiano, come la piattaforma Opendem.

Email marketing: un canale da sfruttare con attenzione

I vantaggi del DEM rispetto ad altri canali promozionali offerti dal web o a sistemi più tradizionali come la televisione, la radio o la carta stampata sono evidenti, specie quando si considera l’elevato ritorno di investimento che caratterizza le newsletter. D’altra parte, la forza dell’email marketing può rappresentare un’arma a doppio taglio: se da un uso corretto del DEM possono derivare lauti guadagni, quando si opta per strategie poco oneste, i danni possono superare di gran lunga i benefici.

Tra gli aspetti più importanti da considerare c’è la necessità di mantenere sempre un atteggiamento trasparente e rispettoso nei confronti dei destinatari: le newsletter possono rivelarsi uno strumento piuttosto invadente, specie quando si compie l’errore di esagerare con gli invii (che non dovrebbero mai superare il messaggio al giorno) o di impedire ai contatti di cancellare la propria registrazione alla mailing list.

Gestire una mailing list: perché semplificare la disiscrizione dal servizio newsletter

L’utilizzo degli indirizzi di posta elettronica intestati a privati cittadini è regolamentato dalle norme italiane e internazionali relative alla tutela della privacy, che stabiliscono le corrette modalità di trattamento dei dati personali. È proprio in osservanza di quanto previsto dalla legge che tutte le persone che si registrano ad un servizio newsletter devono vedere garantita la possibilità di richiedere la cancellazione del proprio indirizzo email da tutte le liste del mittente in qualunque momento. Non solo, occorre che la procedura di cancellazione sia semplice e completabile in massimo due passaggi.

Complicare l’unsubscribe: una strategia controproducente

Scegliere di rendere difficoltosa la richiesta di interruzione degli invii e la rimozione dei dati personali dai database del mittente è una tattica assolutamente controproducente: il valore di una mailing list, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, non dipende solo dal numero dei suoi contatti, ma anche dalla loro qualità.

Costringere anche chi non è più interessato a continuare a ricevere le newsletter non offre alcun vantaggio pratico. Anzi, gli utenti infastiditi dai messaggi e impossibilitati nella cancellazione potrebbero segnalare come spam le email ricevute e, a lungo andare, portare il server e il dominio del mittente ad essere inclusi in una o più blacklist di spammer.

Va anche considerato che molti servizi di mailing basano il costo dei loro abbonamenti sul numero di newsletter inviate. Ne deriva che lasciare andare quegli utenti che comunque non aprirebbero i messaggi ricevuti offre il vantaggio immediato di ridurre le spese di gestione della campagna.

Evitare lo spamming e rispettare l’utente

Evitare di mettere in atto tattiche tipiche dello spamming, come, per l’appunto, rendere difficoltosa o impossibile la richiesta di cancellazione dalla mailing list, è importante anche per evitare di danneggiare la reputazione del proprio brand agli occhi del pubblico.

Sul web, le recensioni e i commenti negativi sulle aziende e i progetti che adottano strategie promozionali troppo aggressive si diffondono a macchia d’olio e quindi è sempre bene adottare un comportamento attento e rispettoso nei confronti di tutti i propri iscritti.

Permettere agli utenti di richiedere l’interruzione dell’invio delle newsletter con semplicità rafforza l’idea di un mittente attento alle esigenze del suo pubblico e quindi meritevole di fiducia. Anche se chi richiede la cancellazione probabilmente non è interessato ai servizi offerti, tenderà comunque a conservare una buona impressione del brand.

Come inserire un link per cancellarsi nelle newsletter

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Come gestire il processo di disiscrizione dalle newsletters?

La cancellazione automatica degli utenti che richiedono di essere rimossi dalla mailing list rientra tra le funzioni fornite da tutti i sistemi di mailing, ovvero per la gestione di servizi newsletter e campagne DEM.

In genere, è possibile scegliere la posizione e il testo del link di cancellazione.

Per quanto riguarda la sua collocazione, solitamente è consigliabile il footer del messaggio. Il link per la richiesta di disiscrizione, infatti, non deve essere nascosto ma nemmeno occupare una posizione centrale all’interno del messaggio.

Per l’espressione da utilizzare, invece, è bene evitare la formula “clicca qui per…, che può contribuire ad aumentare lo spam score della newsletter e mettere in allarme i filtri antispam dei client di posta dei destinatari. La dicitura “clicca qui” rientra tra i termini off limits caratteristici dei messaggi con contenuti spammosi e, anche se il suo utilizzo non è sufficiente a far bollare una email come indesiderata, è consigliabile scegliere altre espressioni. Buoni esempi possono essere:

  • “Non vuoi ricevere i nostri messaggi? Cancellati dalla mailing list”
  • “Non voglio più ricevere questa newsletter”
  • “Cancella il tuo contatto dalla mailing list”

Il processo di unsubscribe

Il processo di cancellazione non dovrebbe richiedere più di un paio di passaggi: dopo il click sul link di cancellazione, l’utente dovrebbe essere indirizzato su una pagina online per la richiesta di conferma di rimozione dalla mailing list.

Il doppio step è sempre consigliato, perché l’utente potrebbe aver cliccato a tappato per errore sul link di cancellazione.

Alcuni mailer offrono agli ex-iscritti la possibilità di esprimere i motivi della loro scelta, compilando un questionario o inviando un messaggio attraverso un apposito form: queste informazioni tornano molto utili per capire quali aspetti della campagna DEM andrebbero rivisti e corretti.

Infine, è importante monitorare sempre con attenzione il tasso di cancellazione ottenuto in seguito a ciascun invio. Esso può essere considerato fisiologico quando si mantiene al di sotto dell’1%. Se in seguito all’invio di una newsletter si registra un tasso di cancellazione molto superiore, tuttavia, occorre analizzare l’ultimo messaggio spedito e cercare di comprendere cosa possa aver indotto gli utenti a disiscriversi dalla mailing list.

Un esempio classico, in questo senso, può essere rappresentato dalla scelta di un template non responsive, che in molti casi rende impossibile la corretta visualizzazione della newsletter per chi consulta le email da tablet o da smartphone: un messaggio illeggibile risulta inevitabilmente sgradito e può essere causa di un picco delle cancellazioni.

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Scegliere di rendere difficoltosa la richiesta di interruzione degli invii delle email è una tattica assolutamente controproducente. Ecco come gestire correttamente il processo di disiscrizione.
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Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

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