HTTPS e meta tag referral

referral-tag-data

In questo articolo porto all’attenzione dei lettori del mio blog il meta tag referrer, un meta tag che da quanto ho letto su un articolo del blog di Moz, permette ai siti web che sono passati da http ad https di sfruttare pienamente i benefici a livello di ranking, che Google ha promesso ai siti che passano questo protocollo. L’articolo è datato Luglio 2015, ma oggi è quanto mai attuale vista la gran mole di siti che in questi mesi stanno compiendo questo passaggio. L’autore è Cyrus Shepard e il pezzo originale potete trovarlo sul blog di moz.com.

Le domande sono:

  • Cos’è il meta tag referrer e a cosa serve?
  • ancora valido quanto si dice sul suo utilizzo nell’articolo?

Scopriamolo…

HTTPS fattore di Ranking

Dunque, nel Luglio 2015, MozCast annuncia che i siti passati in HTTPS, hanno subito un miglioramento nel posizionamento. La convinzione viene scaturita dal fatto che già allora, il 20% dei siti nella prima pagina di Google avessero adottato il protocollo HTTPS ed il trend era in netto aumento. Per completezza, oggi nell’aprile 2017, la media è salita a più del 50% ed il trend sembra essere in aumento.

 

presenza siti https nella prima pagina di google

presenza siti in  https nella prima pagina di Google nel Luglio 2015. Fonte Moz.com

Il passaggio da http a https però comporta che vengano effettuati dei redirect 301 da una versione all’altra (da http ad https) e questi redirect statisticamente vengono accompagnati da una perdita di circa il 15% della potenza di link juice in ingresso (i link acquisiti precedentemente verso la versione http), scaturendo così una possibile perdita di ranking.

Ross Hdgens, dell’agenzia SEO Siege Media (siegemedia.com), sintetizzò il tutto in un tweet scrivendo sul suo profilo queste testuali parole:

“HTTPS is a ranking factor”. 301 HTTP to HTTPS. Links lose equity through 301. HTTPS gain is less than amount of equity loss. Lose traffic.

Ovvero, Https è un fattore di ranking. Il link perdono la piena efficacia attraverso i 301. Il guadagno avuto con l’https è inferiore all’ammontare della perdita del patrimonio di link. Perdita di traffico.

L’affermazione non mi trova d’accordo. La perdita può essere temporanea ma per la mia esperienza poi torna tutto come e meglio di prima.

Il problema numero due è che l’utilizzo del protocollo HTTPS porta alla perdita dei “referral data”, informazione utilizzata per identificare la fonte di origine del traffico. In pratica durante i flussi di traffico tra un sito https ed uno in http, non vengono trasmessi i referral data e in questo caso i webmaster non possono sapere da dove proviene il traffico ai loro siti.

I referral data vengono utilizzati anche dai referral spam. Quando un sito invia traffico ad un altro attraverso un link, rende possibile l’identificazione del sito di origine da cui partono le informazioni e questo fornisce linfa vitale per il fenomeno delle visite “fantasma”.

Ecco il grafico che indica come un sito può perdere le statistiche legate al traffico in ingresso dopo il passaggio ad https (fonte moz.com blog). Attenzione, non si tratta di un calo di visite ma di statistiche “in difetto” causate dalla perdita dei referral data.

 

Dati referral dopo passaggio ad https

 

Per tornare ad avere il pieno controllo bisogna allora andare a bloccare la perdita dei “referral data”, utilizzando il “meta tag referrer“.

Il Meta Tag Referrer

Grazie al tag referrer, opportunamente settato, è possibile controllare come trasmettere i referral data. In questa maniera si salvaguardano tutti i vantaggi derivati dall’adozione del protocollo https, senza correre il rischio di perdere i dati relativi al traffico.

Il vantaggio si manifesta anche nei confronti dei referral ghost. Con il meta tag referral opportunamente implementato, un sito in HTTPS può scambiare i referral data in maniera sicura anche con i siti ancora in HTTP.

Come utilizzare il Meta Tag Referrer

Il meta tag referrer si inserisce tra i tag <head></head> del sito web, come ogni altro meta tag, e può avere diversi attributi associati:

Non passare i referral data (no-referrer – prima era “none”):

<meta name=”referrer” content=”no-referrer”>

Situazione di base in cui i referral data non vengono trasmessi.

Permetti l’invio dei referral data verso i siti HTTPS ma non inviarli verso i siti HTTP (no-referrer-when-downgrade):

<meta name=”referrer” content=”no-referrer-when-downgrade”>

Possibile passare i referral data solo tra siti HTTPS. Questa è la policy di default se non se ne specifica una differente.

Invia solo il dominio o sottodominio dell’intera url (origin):

<meta name=”referrer” content=”origin”>

In sostanza, con l’attributo origin, se il collegamento parte da una pagina https://miosito.xx/pagina-1, verranno inviati i referral data appartenenti al solo dominio https://miosto.xx senza altra informazione alcuna circa l’url esatta di provenienza.

Invia solo il sottodominio dell’intera url e solo verso i siti in https (strict-origin):

<meta name=”referrer” content=”strict-origin”>

Con questo tag referrer, si inviano i referral data del solo dominio o sottodominio (non l’url completa) e solo tra siti in HTTPS.

Ve ne sono altri, con diversi compiti che potete trovare su W3.org alla pagina referrer-policy.

Unsafe-Url

Il meta tag referrer che vedo utilizzato su siti importanti come moz.com, e anche sul sito del nostro italianissimo Aranzulla è il seguente

<meta name=”referrer” content=”unsafe-url“>

Questa istruzione impartisce l’ordine che venga sempre inviato l’url completo.

Stringa vuota

Esiste anche la possibilità di non mettere nessun attributo come nel meta tag seguente

<meta name=”referrer” content=””>

Lasciando il campo content vuoto, deleghiamo ad altri siti la politica di scambio dei referral data.

Qual’è il meta tag referral da utilizzare?

Dipende. Il tag unsafe-url è indicato per permettere a te ed altri di monitorare precisamente il proprio traffico, i link che si ricevono e quelli che si rilasciano. Le altre opzioni ormai le conosci e puoi ragionare da te circa la loro implementazione sul tuo sito.

La SEO c’entra qualcosa con tutto questo?

Premesso che la SEO c’entra sempre in tutto, anche se di riflesso, non credo otterrete benefici SEO dall’utilizzo del meta tag referrer, ma solo la possibilità di avere a disposizione (voli e gli altri) i dati del vostro traffico in maniera più esatta.

Il futuro: HTTP/2 e i Referral Data

  • Con l’adozione del protocollo HTTP/2 sarà ancora utile utilizzare questo meta tag?

Per rispondere dobbiamo andare a vedere cos’è l’HTTP/2 e come funziona.

HTTP/2 vuol dire Hypertext Transfer Protocol 2. Come la precedente versione di questo protocollo, serve per mettere i comunicazione il browser ed il server che ospita il sito web per poter visualizzare le pagine dei siti.

Quali differenze tra HTTP e HTTP/2?

L’HTTP/2 è nato dallo sviluppo di un altro protocollo chiamato SPDY, creato da Google nel 2009. SPDY voleva essere un protocollo che migliorasse le prestazioni in termini di velocità e sicurezza del trasferimento dei dati tra server e browser, ma le numerose problematiche di difficile risoluzione hanno indotto gli sviluppatori dell’HTTP/2 di proseguire per strade diverse. Quindi oggi l’HTTP/2 è solo un lontano parente dell’SPDY.

La differenza principale tra il protocollo HTTP e il protocollo HTTP/2 sta nell’adozione, da parte di quest’ultimo, della funzione “multiplexing”. Con l’HTTP ogni informazione richiesta dal browser veniva messa in coda di elaborazione. L’HTTP/2 invece, grazie la multiplexing, “spezzetta” le informazioni in modo che una gran quantità di queste possano essere inviate o ricevute contemporaneamente (viaggiando in parallelo), a beneficio della velocità di caricamento dei siti web.

Altra caratteristica innovativa dell’HTTP/2 è la funzione “Server Push” che premette al server di rispondere al client con le informazioni richieste, aggiungendone altre “prevedibili”, che non erano state esplicitamente richieste, riducendo così i tempi di pre-elaborazione delle nuove richieste di caricamento di altre pagine del sito.

Non in ultimo, HTTP/2 permette ai dati di viaggiare in maniera crittografata.

E questo apre un nuovo scenario per quanto riguarda i referral data.

Quando tutti i siti avranno implementato l’HTTP/2, con cui ogni dato è crittografato,  non avrà più nessun senso utilizzare il meta tag referral, in quanto in ogni caso i referral saranno inviati ed elaborati (in maniera criptata).

Considerazioni finali

Se volete è possibile applicare i referral tag sui vostri link, senza andare a scrivere la meta istruzione nell’header, ma semplicemente implementando l’attributo direttamente sui link che ritenete ne abbiano bisogno. Può essere utile ad esempio inserire il rel=”noopener” nei link in uscita che ordinano di aprire i siti esterni su un’altra finestra del browser (target=”_blank”) per evitare di incappare nel problema di phishing.

Altre fonti sull’argomento:

https://blog.mozilla.org/security/2015/01/21/meta-referrer/
https://developer.mozilla.org/en-US/docs/Web/HTML/Element/meta

Ti potrebbe interessare anche leggere circa l’aggiornamento alla versione 4.7.4 di WordPress in cui vengono inseriti in automatico i tag noreferrer e noopener sui link in uscita con il target=”_blank”, soprattutto se ti interessa continuare a tenere sotto controllo le analisi del tuo sito web o se fai affiliate marketing. In tal caso leggi l’articolo “Tag Noreferrer e Noopener nei link su WordPress 4.7.4“.

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HTTPS e meta tag referral. Come rimediare alla perdita dei referral data
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Google afferma che l'HTTPS è fattore di ranking. Adottae il protocollo però comporta la perdita dei referral data, utili per monitorare il traffico.
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About the author

Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

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