KEYWORDS: RISCRITTE LE REGOLE

LE KEYWORDS DI UN SITO NEL 2014

Dopo aver esaminato gli algoritmi di Google nell’articolo precedente, possiamo ora dedurre alcune considerazioni importanti sul modo di fare SEO on page ed in particolar modo riguardo alle keywords.

Alla luce dei fatti, parecchi luoghi comuni vengono sfatati. Se il vecchio modo di fare SEO vedeva le keywords protagoniste nel bene o nel male, oggi ad esse è rimasto si, un ruolo importante, ma il loro uso non è più legato a regole precise che andavano assolutamente rispettate per posizionarsi o per non essere penalizzati.

keywords nel 2014Questo nuovo modo di utilizzare le keywords facilita non poco il lavoro di chi si impegna a creare contenuti interessanti e resta indifferente a tutte quei trucchetti di vecchia scuola utilizzati da molti webmaster per emergere nella ricerca. Se tutti gli operatori del settore lo avranno recepito, finalmente non vederemo più siti in cui sono presenti articoli composti da frasi sconnesse e senza senso in cui le keywords principali vengono ripetute ossessivamente.

Vediamo in quali casi l’uso delle keywords ha ancora una valenza ai fini della SEO e in quali l’ha perduta. Da questi spunti, sapremo come implementarle correttamente all’interno del nostro sito così da riuscire a sfruttarne tutti i vantaggi ai fini del posizionamento .

PREMESSA

E’ doveroso dire che ci sono diverse scuole di pensiero riguardo i vari punti trattati in questo articolo. La mia personale esperienza “sul campo” mi porta a pensare che questo modo di procedere porti risultati molto soddisfacenti. In alcuni casi anche nell’immediato.

Quando poi parliamo di SEO, l’uso delle keywords è soltanto un aspetto di questa materia. Se non inglobato all’interno di una strategia più ampia, i risultati rimarranno sempre mediocri.

Immaginate la SEO come il mare: ogni goccia contribuisce a far si che sia così grande. Così ogni elemento della SEO contribuisce ad aumentare la vostra visibilità sul web.

KEYWORD NELLA URL DEL SITO

url di un sitoLa Url è l’indirizzo che si scrive sulla barra del browser (exolorer, mozilla, chrome, safari, ecc…) per accedere ad un sito. La Url della home page di questo sito è www.flavioweb.net.

A mio parere è utile avere una keyword sulla propria Url ma non al punto di essere obbligati a farlo pena l’esclusione dalla SERP dei motori di ricerca. Una url contenente la keyword principale (ad esempio key=”negozio scarpe geox roma” Url=”www.geoxstoreroma.xx”) favorisce la possibilità che l’utente che cerchi un negozio che venda scarpe geox a Roma entri sul nostro sito scegliendo di farlo a scapito di un altro sito concorrente la cui url è ad esempio www.negoziodiscarpe.xx

Il consiglio è: se avete la possibilità di prendere una URL con la vostra keyword principale fatelo. Contribuisce (ma non è determinante) all’ottimizzazione SEO e può diventare un fattore decisivo per invogliare l’utente ad entrare sul vostro sito.

KEYWORDS NELLA URL DELLA PAGINA

La Url specifica della pagina che state leggendo è www.flavioweb.net/keyword-riscriviamo-regole/.

Avere la keyword scritta nella url è sicuramente un modo corretto per favorire il posizionamento della pagina. Il valore di questo elemento non è decisivo ma contribuisce sicuramente.

Il consiglio è: non date titoli generici alla vostre pagine ma includetevi sempre le vostre keywords. Vedo tanti siti in cui ad esempio la url della pagina chi siamo è www.nomesito.xx/chi-siamo/. Niente di più sbagliato. Potete e dovete metterci una keyword. Nello specifico della pagina chi siamo potrebbe essere ideale inserirvi il nome del vostro brand.

KEYWORDS NEL TITOLO DELLA PAGINA

tag-title

E’ un elemento molto importante. Immaginate il vostro sito sia un libro. L’indirizzo principale è il suo titolo di copertina. I titoli della pagina sono i titoli di ogni capitolo e quindi introducono l’argomento di cui si tratta nello specifico capitolo.

Per completezza ricordiamo che il titolo si implementa attraverso il tag title nella sintassi <title>titolo</title> all’interno della parte di codice tra i tag <head>.

Il consiglio è: mettete qui le keywords principali della vostra pagina. Componete una frase di senso compiuto, non andate a scrivere solo un elenco di keywords senza senso. Il titolo può contenere poco più di 50 caratteri (compresi gli spazi). Potete anche inserirvi 2 frasi diverse, separandole con un trattino (- ) che indica agli spider che la seconda frase è l’implementazione della prima) oppure con la “pipe” ( | ) che indica agli spider che la seconda frase è a se stante. Per esempio: “negozio scarpe Geox Roma – saldi ogni mese modelli da donna” e “Scarpe Geox Roma | Pippo Calzature Telefono 123456789”.

NEL META DESCRIPTION

Il meta description si deve implementare all’interno della <head> con la sintassi <meta name=”description” content=”descrizione della pagina”/>.

Oggi mettere le keywords qui serve a ben poco a fini SEO, ma siccome di solito è lo snippet che appare sui risultati della ricerca (la descrizione che vedete sotto il titolo di ogni sito quando effettuate una ricerca con Google e gli altri motori di ricerca) è bene comporre una frase accattivante, contenente la keyword, che susciti l’interesse del visitatore e lo spinga ad entrare sul vostro sito .

Qui entra in gioco la vostra creatività e la vostra capacità di scrivere descrizioni persuasive. La lunghezza della descrizione deve contenere circa 150-160 caratteri compresi gli spazi.

Il consiglio è: Scrivete frasi di senso compiuto, grammaticalmente corrette, accattivanti e che contengano le vostre keywords.

NEL META KEYWORDS

keyword tag

Il meta keywords va nell’head della pagina con la sintassi <meta name=”keyword” content=”key1,key2,key3,…”/>.

Utilizzato (male e scorrettamente) ampiamente in passato, oggi non ha più la minima valenza ai fini SEO. Potete ometterlo tranquillamente.

Se però proprio non potete fare a meno di inserirlo sappiate che una piccola utilità ce l’ha: viene sfruttato da alcuni propagatori di notizie (feed).

NEI TAG H…

I tag <h1><h2><h3><h4><h5><h6> servono a livello di formattazione per dare una diversa grandezza ai titoli delle porzioni di testo delle pagine del sito. Gli h1 e h2 devono essere utilizzati in sequenza (es. non mettere l’h2 prima dell’h1).

Non è assolutamente obbligatorio né necessario utilizzarli tutti.

Il più importante di questi tag è l’h1. Riprendendo l’esempio del libro, se il nome del sito è il suo titolo  e il tag title è il nome del capitolo, l’h1 si può definire il titolo del paragrafo.

E’ importante avere un tag h1 per l’argomento principale contenente la keyword principale della pagina. Se in una pagina vi sono 2 argomenti principali si possono mettere anche due h1. Gli altri tag possono essere utilizzati ad esempio per approfondire i temi della key principale o per contenere frasi con i suoi sinonimi.

Consiglio: Questi tag hanno il loro peso sull’ottimizzazione on-site delle keywords per cui usateli bene. Importante: non componete pagine in cui titolo e h1 sono uguali. E’ uno spreco di risorse che non porta alcun vantaggio. Sfruttateli invece per inserirvi la vostra keyword principale all’interno di 2 frasi diverse che presupponete possano essere digitate dagli utenti quando effettuano la ricerca.

NEL BODY

keyword nel bodyMettetevelo nella zucca! Questo è il posto più importante dove inserire la vostre keywords. Inserite qui la vostra keyword principale e le sue varianti. Inserite qui i suoi sinonimi e i vari modi di chiamare il prodotto che vendete. Questo è il cuore della SEO. Qui devono essere implementati i contenuti che Google andrà a leggere e a cui darà un posto nella sua speciale classifica (SERP).

Consiglio: Produrre contenuti di qualità, pensati più per chi legge che per Google. Se i vostri contenuti andranno bene per gli utenti, andranno alla grande anche per i motori di ricerca. Non siate avari di parole e di argomenti. E’ qui che si vince la battaglia SEO con gli altri concorrenti.

METODOLOGIE E TRUCCHI CHE NON FUNZIONANO PIU’

KEYWORD STUFFING

keyword-stuffingConsiste nel riempire la pagina di keywords, forzando le frasi a contenerne in gran quantità. Il risultato è un testo sconnesso e grammaticalmente scorretto, spesso senza senso per chi legge. Lo stuffing è praticato anche dedicando interi spazi ad un mero elenco di keywords.

Questa tecnica che in passato ha pagato, oggi ottiene l’effetto contrario.

Con i moderni algoritmi questo tipo di pagina non ha alcuna possibilità di emergere tra i risultati dei motori di ricerca (anche se, per dovere di cronaca, vecchi siti fatti in questo modo, grazie alla loro anzianità e ad un numero elevato di backlink, ancora se ne stanno tranquilli nelle prime posizioni di google)

KEYWORD DENSITY

Simile al Keyword Stuffing, se ne differenzia per il fatto che l’uso delle parole chiave è si, troppo frequente all’interno del testo, ma quest’ultimo appare composto da frasi di senso compiuto (ma la forzatura della composizione della frase spesso è evidente). In pratica si tratta della percentuale di quante volte è riportata una singola keywords rispetto al numero di parole all’interno del testo.

Si diceva (e si dice) che le densità delle parole chiave non può essere superiore al 4%. Ci sono numerosi tools che misurano la densità delle keywords!

La realtà è che se un testo è scritto bene ed è ritenuto utile o interessante da chi lo legge, grazie alla costruzione naturale di backlink che di conseguenza ne deriva, il sito che lo ospita non avrà difficoltà a salire di posizioni, in barba a tutte le percentuali del mondo.

I moderni algoritmi superano il concetto di key density per cui posso serenamente affermare che oggi non è più un aspetto da tenere in considerazione durante la stesura dei testi.

KEYWORD PROMINENCE

Si intende la vicinanza della keyword con la parte iniziale di una specifica area di testo. Ad esempio all’inizio del body , del tag title o del tag h1  (e tutti gli altri).

E’ luogo comune pensare che più la keyword sta all’inizio di un testo, più il sito viene posizionato meglio per quella specifica keyword.

Questa tecnica, ampiamente utilizzata tutt’oggi, risulta essere priva di fondamento.

Quando gli spider scansionano un tag, lo scansionano tutto.

Non si capisce per quale motivo dovrebbero leggere ed attribuire maggiore importanza ad una keyword all’inizio del tag e non leggere o attribuire meno peso a quella posta alla fine.  Bah…le leggende!

KEYWORD PROXIMITY

Indica la vicinanza di due singole parole chiave. Ad esempio poniamo le key “scarpe” e “geox”. Potremmo avere nel nostro testo una frase del tipo “Negozio di scarpe geox a Roma vende in saldo tutta la collezione primavera estate”. Oppure “Con l’arrivo dell’inverno proponiamo le nostre scarpe, collezione primavera estate, della mitica Geox a prezzo di saldo”.

Nel primo caso avremo maggiore prossimità tra parole chiave scarpe geox perché si trovano l’una dopo l’altra. Nel secondo caso le 2 key sono più distanti.

Posso affermare con certezza che la prossimità influisce sul posizionamento del sito in relazione alle keywords interessate. Non ha un peso determinante ma è una delle tante gocce che formano il nostro mare ed è bene utilizzare questa tecnica.

KEYWORD PATTERN

E’ dato dalle volte in cui la keyword appare nella stessa frase. Esempio: “Il negozio di Scarpe Geox di pincopallino, vende scarpe geox a prezzo di saldo e garantisce che troverete tutti i numeri delle scarpe geox per uomo, donna e bambino.”. La key scarpe geox è ripetuta per ben 3 volte all’interno della stessa frase.

Questo metodo non funziona più. Anzi… rischia di causare penalizzazioni alla pagina da parte dei motori di ricerca.

CONCLUSIONI

Abbiamo esaminato, alla luce dell’evoluzione degli algoritmi di Google, come implementare le keyword sul nostro sito, quali errori evitare, cosa sfruttare e come evitare di perdere tempo seguendo tecniche desuete che non portano risultati, o peggio, rischiano di farci colpire da penalizzazioni.

L’implementazione delle keywords è un fattore che va curato per ottimizzare il nostro sito “on-page”. Non dimenticate che quello che scriverete sarà quello che leggeranno gli utenti.

Se essi arriveranno sul vostro sito tramite la ricerca con una certa parola chiave, si aspetteranno di trovare contenuti per quello specifico argomento. Se non li troveranno usciranno per andare a visitare qualche altro sito che può dar loro la risposta alle loro necessità.

Se invece troveranno contenuti utili, essi vi promuoveranno, seguendo la vostra attività, diventando clienti e linkando su altri siti le vostre pagine. Quando questo avviene Google vi premierà riconoscendovi popolarità e autorevolezza nel vostro campo e di conseguenza un miglior posizionamento sulla sua SERP.

Ed è soprattutto per questo che le keyword hanno una grande importanza e vanno implementate nella giusta maniera.

A questo proposito, la scelta delle keyword va effettuata in maniera oculata per scegliere solo quelle migliori e adatte al nostro sito. In quest’ottica, lo strumento parole chiave migliore è senza dubbio il keyword planner di Google.

About the author

Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.