Negative SEO

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Cos’è la Negative SEO? La Negative SEO (o seo negativa), è costituita da una serie di attività SEO poste in essere per danneggiare il sito web di un competitor, facendogli perdere posizioni nella classifica dei motori di ricerca. Ma è facile mettere in pratica questa strategia? Funziona davvero? Come si fa a sapere se si è vittima di un attacco di negative SEO? E cosa ancora più importante… come ci si difende?

L’approccio alla SEO negativa

Per fare negative SEO, si deve conoscere per bene il funzionamento dei motori di ricerca e quindi, bisogna essere un SEO ed anche qualche cosina in più. Ma su quali attività si fonda questa pratica?

In sostanza, la maggior parte dell’attività consiste nella creazione di numerosi link su siti spazzatura, che puntano il sito che si vuole attaccare. Non è propriamente un’attività che si può fare a mano ma con l’aiuto di qualche strumento diventa più facile e rapida.

Google alleato inconsapevole

Ebbene si, senza pensare che Penguin potesse essere sfruttato per fare negative SEO, Google con questo algoritmo ha in pratica consegnato in mano a tutti, un’arma micidiale. Quella di sfruttare i backlink tossici per danneggiare altri siti.

In sostanza l’algoritmo Penguin si occupa di analizzare i link in ingresso dei siti web per contribuire a determinarne il posizionamento su Google. Se Penguin trova (moltissimi) link provenienti da siti hackerati, da siti di bassa qualità o da siti appartenenti ad una PBN (Private Blog Network) a lui nota, creata appositamente per favorire il posizionamento dei siti web, assegna alla pagina del sito che li riceve una penalizzazione, ovvero una retrocessione nella sua classifica di ricerca.

Proprio sfruttando questo meccanismo è possibile fare negative SEO. Basterà individuare (moltissimi) siti di questo genere, iniettarvi o crearvi uno o più link al sito bersaglio ed il gioco è fatto.

Tengo a precisare la parola moltissimi che ho messo più volte tra parentesi per far comprendere che non basterà eseguire questa procedura per qualche decina di siti ma ne servono diverse centinaia.

Armi preferite della negative SEO: le PBN e l’Hacking

Le PBN sono ideali per questo genere di attività. Il perché è semplice. Sono state e sono tutt’oggi, il mezzo più utilizzato per procurarsi un gran numero di link utili a dopare la classifica di ricerca favorendo i siti che li ricevono.

Se Google individua una PBN utilizzata a questo scopo è capace di penalizzare tutti i siti che vi appartengono. E  a questo punto diventa il mezzo ideale per diventare una link farm altamente tossica in grado di portare un attacco di negative SEO.

Immaginate una PBN che comprende centinaia di siti web cosa potrebbe fare, linkando con una determinata keyword esatta una pagina di un sito web…

Un altro metodo per generare link negativi  è quello dell’hacking. Da un giorno all’altro iniziano ad arrivare link da siti hackerati con immagini e link testuali da pagine improbabili dei siti che li ospitano. Personalmente mi è capitato di vedere siti rispettabili di artigiani, aziende ed altre attività commerciali, contenere delle pagine generate dinamicamente, contenenti centinaia di link tramite immagini e testo che puntavano il sito della vittima.

Un altro metodo è l’hackeraggio del sito vittima, se questo non è ben protetto con i dovuto accorgimenti. Se un malintenzionato entrasse nel tuo sito, potrebbe iniettarvi un malware con la conseguenza che Google potrebbe metterlo nella black list, fargli perdere posizioni o mostrarlo con la classica schermata rossa che recita: allontanarsi… questo sito potrebbe essere compromesso.

Come difendersi da un attacco di Negative SEO

Come per tutte le cose c’è bisogno di fare attenzione e prevenzione. In questo caso bisognerebbe spendere anche qualche soldino (non fare il tirchio, ti sto già immaginando con la faccia contrariata).

Tenete sempre d’occhio la vostra situazione legata ai link in ingresso.

Per farlo non improvvisate con tool gratuiti o limitati. Non affidatevi a tool che non siano specificatamente dedicati all’analisi dei backlink. Fate anche in modo che il vostro sito sia sempre protetto con un buon plugin per la sicurezza (ad esempio All in one security and firewall è potente e facile da utilizzare).

Strumenti da utilizzare

Per chi ha un sito o blog da cui riesca a guadagnare qualcosa di importante, varrà senza dubbio la pena affidarsi ad ahrefs. Il piano base costa 99 dollari al mese ed è il tool più utilizzato da professionisti, agenzie seo e specialisti della link building, semplicemente perché è il migliore.

Per chi ha meno pretese l’alternativa (più che valida) si chiama Monitorbacklinks , un tool che permette di tracciare i vostri backlinks, conoscere quelli dei competitor, tenere traccia del posizionamento delle vostre parole chiave più importanti, l’andamento del traffico del vostro sito e i relativi valori assegnati da MOZ (DA) e da MAjestic SEO (TF CF). Non in ultimo, permette di fare il disavow link (rifiuto dei link) per difendersi dai link tossici.

Lo utilizzo personalmente per monitorare il mio blog perché mi ci trovo davvero bene ed ha un costo accessibile. Se infatti intendete utilizzarlo per un solo sito pagherete appena 23,90 euro al mese più iva, ma vi garantirete un’efficace campanello d’allarme contro la negative SEO e un comodo alleato per le vostre attività di link building e per lo spionaggio delle attività dei competitor.

Stoccata finale: Disavow Link

Se vi trovaste nella condizione di avere dei link tossici, potete disconoscerli utilizzando lo strumento Disavow Link che Google mette a disposizione. Basterà compilare un file di testo (il file deve essere salvato in formato.txt) ed inviarlo a Google. A quel punto Google non terrà conto di quei link per determinare il posizionamento del sito web nella classifica di ricerca. Ecco la pagina da dove effettuare il Rifiuto dei Link.

Ed ecco come dovete compilare il file di testo.

Rifiuto di tutti i link dai domini elencati

# Ho contattato il proprietario del sito nomesito.xx in data xx/xx/xxxx per
# chiedere la rimozione dei link ma non ho ricevuto risposta
domain:nomesito.xx
domain:nomesito2.xx
eccetera....

Rifiuto dei link da una specifica pagina di provenienza

# Ho contattato il proprietario del sito nomesito.xx in data xx/xx/xxxx per
# chiedere la rimozione dei seguenti link ma non ho ricevuto risposta
http://nomesito.xx/restodell'url.html
http://nomesito.xx/restodell'url2.html

Questi sono i miei consigli per difendersi dalla Negative SEO. Nei pochi casi che mi sono capitati è bastato mettere in campo questi accorgimenti per vedere tornare i siti a crescere.

Sempre per esperienza vi dico che dopo un attacco di negative SEO è difficilissimo che tornerete ad occupare le vecchie posizioni e ad avere lo stesso numero di visitatori di prima. Per tornare ai vecchi livelli dovrete lavorare sodo con i contenuti ed ingengarvi ad ottenere qualche buon link di alta qualità. E ci vorrà tempo…

Se volete saperne di più sull’argomento e leggere di casi pratici risolti (e cosa si è fatto per risolverli) vi invito a leggere il libro di Ivano Di Biasi sulla Link Building (qui la mia personalissima recensione) che trovate su Amazon. Saranno soldi spesi veramente bene. Oltre ad imparare i segreti della Link Building, potrete anche imparare dai casi studio elencati, a difendervi dalla Negative SEO.

 

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Negative SEO. Cos'è e come difendersi
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Negative SEO. Cos'è e come difendersi
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Cos'è la Negative SEO? Funziona davvero? Come si fa a sapere se si è vittima di un attacco di negative SEO? E come ci si difende? Scopriamolo con questa guida.
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flavioweb.net
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About the author

Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

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