Come scrivere sul Blog di una struttura ricettiva

storytelling sul blog

Alimentare la propria presenza in rete deve essere un impegno costante per ogni proprietario di strutture ricettive. Il Blog ci permette di farlo in maniera piacevole, esaustiva ed efficace. Ma come si scrive un post sul blog? Cosa scrivere sul blog di una struttura ricettiva?

Iniziamo dalla seconda domanda. Sul blog di una struttura ricettiva sarà importante evitare di autoproclamarsi la struttura più bella d’Italia, che sta nella posizione più comoda del mondo e che pratica i prezzi più bassi dell’universo. E’ importante invece comunicare il valore che il turista riceverebbe dall’alloggiarvi. Le cose da fare sul territorio, i luoghi da vedere, le esperienze emozionali… insomma, tutto il bello ed il buono che c’è intorno a voi dando anche consigli su come raggiungere i posti che indicate e come fruirne (i biglietti del museo si comprano li, il museo è aperto dalle ore tot alle ore tot, il corso di cucina si fa da tizio che si trova a…).

Chiarito questo importante aspetto andiamo a vedere come scrivere un buon articolo sul blog che sappia catturare l’attenzione del vostro potenziale ospite.

La produzione in proprio di contenuti (foto, video e testi), è forse l’unico modo per una struttura ricettiva con un budget piccolo a disposizione per farsi conoscere sul web. Naturalmente non basta scrivere un articolo ogni morte di papa ma è necessario sviluppare un pano editoriale attorno ai vari argomenti che si è scelto di trattare e pianificare le uscite degli articoli con cadenza regolare. In questo post vedremo come scrivere un articolo sul blog in maniera corretta ed efficace. Parliamo di scrittura ma non dimenticare mai di inserire anche immagini suggestive.

COME SCRIVERE UN ARTICOLO SUL BLOG

Per spiegare come scrivere un articolo sul blog dividerò lo stesso in 5 diverse micro aree:

  • Titolo
  • Descrizione
  • Cappello
  • Storia
  • Immagine in evidenza

COME DEVE ESSERE SCRITTO IL TITOLO DI UN BLOG

Il titolo dell’articolo è il primo elemento con cui viene a contatto l’utente. Dal titolo dipende il gravoso compito di catturare l’attenzione. Ed ha anche una piccola influenza sulla SEO. Per questo non deve essere sbagliato e si deve pensare bene prima di deciderlo.

Deve contenere la parola chiave principale con cui vorremmo posizionarci e, allo stesso tempo, deve far si che l’utente reale abbia la sensazione che quel titolo sia solo l’inizio di un qualcosa che può tornargli utile per un suo bisogno (in questo caso pianificare un weekend o un’intera vacanza). Deve quindi veicolare il maggior numero di informazioni possibili in poche parole.

Ci sono varie tecniche riconosciute efficaci per comporre un titolo. La tecnica “how to”, la tecnica delle liste, il titolo interrogativo. Puoi usare quello che preferisci ma l’importante è che faccia presagire il soddisfacimento del bisogno del lettore.

How to è la tecnica con cui si inizia a scrivere il titolo con la parola “come” o “cosa”. Come fare gli gnocchi di patate, come visitare Roma solo con i mezzi pubblici, come vistare i musei vaticani gratis. Eccetera. Sono molto d’impatto perché danno subito l’impressione di avere sottomano la soluzione ad un bisogno.

Le liste invece si implementano attraverso la descrizione di un certo numero di vantaggi. 5 luoghi per andare in vacanza con i bambini, 3 bellissimi percorsi di trekking nel Lazio, ecc…

Il titolo con il punto interrogativo  invece va implementato con una domanda a cui fa seguito subito la soluzione. Vacanze Low Cost? Ecco una proposta irrinunciabile. Vacanze in bicicletta? Scopri 5 fantastici percorsi per Mountain Bike. Ecc…

Potete sbizzarrirvi come volete con i vostri titoli, l’importante è che contengano un elemento attrattivo che sia in linea con i bisogni ed i gusti del lettore. In questo senso può andare bene anche il classico titolo formulato opportunamente tipo “I sentieri in bici del Lazio adatti a tutta la famiglia!”

Vi faccio notare che tutte le formule sopra descritte hanno in comune:

  • Si rivolgono ad un certo target
  • Fanno leva su un bisogno
  • Promettono una soluzione

Nel caso di “Sentieri in bici facili per tutta la famiglia” potremmo presupporre di rivolgerci (target) ad una famiglia che ama portare la bici in vacanza, ma in cui non tutti sono assidui ciclisti. Magari il papà durante l’anno si allena per passione e quella stessa passione se la vuole portare in vacanza. Per cui nasce l’esigenza (bisogno) di trovare posti dove passeggiare in bici con il resto della famiglia in sentieri con un basso grado di difficoltà (promessa della soluzione).

Nota tecnica per i titoli: Google visualizza i primi 60 caratteri di un titolo per cui cercate di restare sempre dentro questa cifra altrimenti sarà visualizzato incompleto e perderebbe efficacia. Per contare i caratteri potete servirvi di questo tool online.

SCRIVERE LA GIUSTA DESCRIZIONE

Per descrizione intendo quelle 2 righe di testo che ci appaiono sui risultati di ricerca di Google, come nell’esempio sotto.

esempio di titolo e descrizione

Sotto il titolo appare la descrizione

Dopo il titolo che individua un bisogno e promette la soluzione, spetterà ai 156 caratteri disponibili per la descrizione il compito di convincere l’utente ad entrare sul vostro blog. La “description” dovrebbe rafforzare la convinzione che entrando nel blog si otterrà di vedere soddisfatto il proprio bisogno.

Il modo e la cura con cui implementiamo la descrizione è fattore di successo o fallimento. Possiamo aver creato l’articolo più bello ed utile del mondo, lo possiamo aver posizionato in maniera eccellente sui motori di ricerca, ma se abbiamo sbagliato la description avremo poche speranze di esser letti.

Sotto, la risposta alla stessa query di ricerca di prima da un altro sito ma con descrizione non curata. Vi garantisco che il contenuto dell’articolo è interessantissimo e che è anche ben posizionato ma la description è confusa e tronca. In pratica il titolo è correttamente implementato con la tecnica “How To” ma la descrizione non fa capire se vi sia una buona soluzione.

snippet errato

La descrizione, oltre al contenuto che invogli l’utente ad entrare, dovrebbe contenere anche la parola chiave con cui si vuole posizionare l’articolo sui motori di ricerca.

DOVE SCRIVERE LA DESCRIZIONE?

Se avete un blog realizzato con un CMS serio (Joomla, WordPress, Drupal), ci sono appositi spazi dove inserire la descrizione. In particolare, WordPress può essere arricchito con dei plugin davvero completi che, oltre a permettere questa operazione, guidano il principiante attraverso la corretta sistemazione della pagina in chiave SEO. Il mio preferito è senz’altro WordPress SEO by Yoast. Per i siti realizzati senza l’ausilio di un cms basterà scriverla nel “meta description” nell’header della pagina.

IL CAPPELLO DELL’ARTICOLO

Siamo stati molto bravi. Abbiamo scritto un titolo che ha attirato l’interesse dell’utente ed abbiamo implementato una bella description che ha spinto l’utente a cliccarci sopra e ad entrare sul nostro blog. E ora?

Ora il terzo compito che ci spetta è quello di scrivere una introduzione in testa all’articolo che faccia decidere l’utente di leggerlo tutto, in modo che possa conoscere e gli venga la voglia di visitare la nostra destinazione.

Il cappello, come lo chiamo io, è conosciuto da quelli bravi come “Lead“. E’ il primo periodo dell’articolo e in lui è riposta la speranza che l’utente prosegua la lettura. Deve subito andare al punto e coinvolgere il lettore.

Fate in modo che si distingua dal resto del testo magari semplicemente scrivendolo in grassetto oppure in corsivo.

Anticipate in poche parole quali saranno le soluzioni che proponete per soddisfare il bisogno promesso nel titolo e nella descrizione.

Ecco un’esempio di introduzione all’articolo fatto da pennamontata, un’azienda che di comunicazione e copywriting se ne intende sul serio. Parla di Trello, uno strumento utile per organizzare, pianificare e gestire progetti.

cappello-articolo

Questo è il modo con cui pennamontata introduce gli articoli del suo blog

P.S.  Consiglio di seguire costantemente il blog di pennamontata perché si impara davvero tanto in materia di copy e storytelling. Per chi avesse voglia, consiglio anche di iscriversi al #ccome, un evento di un giorno in cui vengono trattati diversi argomenti legati al mondo della comunicazione online direttamente da esperti di settore. Io stesso sono stato all’edizione 2014. E giuro che non mi hanno pagato per dirlo!!!

LA STORIA DA RACCONTARE

storytelling emozionare scrivendo racconti

La storia…ovvero il contenuto dell’articolo vero e proprio. Non la sto chiamando storia per caso. E vi spiego il perché.

Il tipo di comunicazione vecchio stampo, quella purtroppo ancora adottata da tanti enti istituzionali, era incanalata attraverso la mera descrizione del luogo in una strategia di comunicazione unidirezionale, senza confronto. Locandine, brochure, siti internet. Tutto era fatto in maniera che il controllo rimanesse in mano a chi proponeva la destinazione presupponendo di avere a che fare con un tipo di pubblico passivo.

Oggi il pubblico, passivo non lo è affatto. Anzi, è super propositivo e non va più in cerca di stereotipi di vacanza ma di “esperienze ed emozioni”. Ecco perché non sono più proponibili in maniera fredda musei, monumenti e spiagge come offerte turistiche. I prodotti che tirano sono le emozioni e le esperienze che una destinazione è in grado di offrire. Non sto dicendo che i musei e le spiagge non debbano essere proposti. Dico solo che devono essere proposti diversamente, raccontando una storia intorno a loro che sia il più possibile coinvolgente.

Ed è per questo che è nato e sta avendo successo lo “storytelling“, una tecnica narrativa che utilizza la struttura di un racconto per comunicare un prodotto o un’esperienza. Qual’è l’essenza di un’offerta turistica attraente? Le emozioni. E queste sono trasmissibili dall’altra parte del video attraverso il semplice racconto di una bella storia.

Lo storytelling si è rivelato particolarmente efficace in ambito turistico perché permette di comunicare l’emozione di un territorio con un approccio personale (non aziendale), di raccontarlo in maniera persuasiva rivolgendosi direttamente alle persone e mettendo al centro della storia il viaggiatore. E’ un approccio nuovo che non si basa sulla mera diffusione di un messaggio.

La tecnica dello storytelling prevede un approccio NON autoreferenziale. Non serve a nulla scrivere quanto siamo belli. Non serve a nulla scrivere date e numeri. Si deve semplicemente “raccontare” le esperienze fatte o da fare sul territorio. Aneddoti, curiosità e leggende legate al territorio. Il tutto con il solo scopo di catturare l’attenzione del lettore e fargli scattare la molla che lo induce alla prenotazione.

Con questo strumento tutti possiamo essere promotori turistici del nostro territorio. Anzi…tutti abbiamo il dovere di esserlo. Per approfondire l’argomento consiglio la lettura del libro di Joseph Ejarque, “Social Media Marketing per il Turismo”.

Un esempio di storytelling applicato ad una struttura ricettiva è quello di viaggiolibera in cui descrive il B&B in cui è stata ospitata per un fine settimana. Qui il suo racconto. L’esempio è riportato per far capire la tecnica. In questo caso però non è la proprietaria del B&B ad aver scritto l’articolo ma l’ospite stessa (che quindi diventa testimone credibile della bontà del B&B – tratteremo in uno dei prossimi articoli questo aspetto).

La blogger racconta in maniera emozionante la sua esperienza e solo dopo da dei riferimenti su come raggiungere la struttura. Solo dopo averti emozionato.

Allo stesso modo si deve e si può raccontare una storia su tutte le varie eccellenze presenti sul territorio dove operi. Puoi parlare di tutto: il tuo paese, una storia con il tuo cane, la ricetta della nonna, un evento che ti è particolarmente piaciuto, ecc…

Al centro delle tue storie ci sarai tu ed è con te che i lettori dovranno immedesimarsi, riuscendo, attraverso il racconto, a trasmettergli le tue emozioni, a farli vedere con i tuoi occhi, a fargli sognare (desiderare) di vivere la tua stessa avventura. Solo così li incuriosirai davvero e gli farai balenare per il cervello l’idea di venire a visitare quei luoghi da te descritti.

Durante la stesura del testo evita il muro di parole, cioè di scrivere tutto di seguito senza spazi tra un periodo e l’altro. Componi periodi di 3-4 massimo 5 righe e poi lascia una linea di spazio prima di riprendere con il periodo successivo. Serve per facilitare lo scorrimento veloce della lettura e a non far perdere il segno.

Inizia dal cappello e man mano sviluppa tutti gli approfondimenti in uno schema “a piramide rovesciata” in cui il nocciolo della questione (il valore) lo evidenzi subito per primo, per poi passare agli argomenti specifici.

L’IMMAGINE IN EVIDENZA

Ogni articolo va corredato da immagini. La più importante di queste è quella “in evidenza“, ovvero quella che compare nel momento in cui copiate il link dell’articolo su Facebook o altri social. Scegliete una bella immagine, nitida e che sappia provocare un’emozione nel vostro lettore. Un’immagine che provochi sensazioni positive a chi la guardi può indurlo con più facilità a cliccare sul vostro link ed entrare sul blog a leggere l’articolo che avete scritto.

Di solito questa immagine corrisponde alla prima che compare nell’articolo. Su WordPress potete impostarla voi attraverso il pulsante “immagine in evidenza”.

BLOG E SOCIAL NETWORKS

Una volta realizzato l’articolo si deve avere la cura di condividerlo sui social network attraverso una tecnica facile facile. Facciamo un esempio:

Immaginate che scriviate un post sul vostro paese. Descriverete il centro storico, il museo, l’evento principale, quel particolare monumento ed una chicca. Potreste pianificare l’uscita dei post sui social di quell’articolo in 5-6 volte nell’arco di 5-6 settimane. Il primo post social sarà sull’argomento principale dell’articolo (il paese). I successivi sulle altre micro aree dell’articolo (centro storico – museo – evento – monumento – chicche). In questo modo vi garantite una costanza di pubblicazione sui social per oltre un mese con un solo articolo. Questa tecnica, implementata con i diversi articoli che man mano produrrete, vi consentirà nel breve termine di essere presente sui social assiduamente con i vostri contenuti. Importante sapere che è necessario alternare i post social promozionali come questo a post social normali (quelli che normalmente condividete al di fuori della vita lavorativa).

I Post sui social in seguito vanno monitorati per rispondere ad eventuali commenti e quindi creare il famoso “Engagement” con le persone. Stessa cosa dicasi per i commenti all’articolo sul blog stesso.

Ovvio infine che non tutti saranno interessati ai vostri articoli. E’ fisiologico. Ognuno deve scegliere la propria fetta di pubblico e per fare questo c’è bisogno di una analisi di profilazione utenti, argomento che tratteremo in seguito durante questo mini corso. Vi basti sapere per ora che i vostri sforzi dovranno essere tesi a creare un dialogo in rete con tutte quelle persone potenzialmente interessate al tipo di offerta turistica proposta dal territorio in cui ha sede la vostra attività.

Eccoci alla fine di questa terza puntata. Nei prossimi articoli parleremo di Social Media, Influencer ed Engagement. Oops…scusa. Parleremo di quali Social Media scegliere e di come usarli, come cercare delle persone influenti in rete per aiutarci a diffondere la nostra offerta e di come gestire le relazioni con gli altri utenti in rete. Così è meglio! 🙂

Se vi siete persi le puntate precedenti ecco i link al primo e al secondo articolo di questa miniserie.

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About the author

Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell’indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell’utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

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