Travel Blogger e SEO. Intervista a Nicola Spina di ViaggiatoriLowCost.it

Nicola di viaggiatorilowcost.it

Viaggiatorilowcost.it è il sito di Nicola Spina, travel blogger molto seguito sul web per via della sua onestà intellettuale ed i suoi consigli disinteressati per viaggiare a prezzi Low Cost. Nicola ama viaggiare e provare di persona i posti da visitare ed i locali in cui mangiare che consiglia. La sua seconda passione? La SEO naturalmente, altrimenti non staremmo qui ad intervistarlo!

Perché intervistare un travel blogger su un sito che parla di SEO con particolare riferimento alle strutture ricettive? Perché voglio far scoprire l’altra faccia della medaglia. Attraverso le parole di Nicola scoprirete come ragiona il turista, cosa cerca, cosa vuole e potrete affinare le vostre strategie per catturare la loro attenzione attraverso il vostro blog ed i vostri canali social. 

Cosa vuol dire essere un travel blogger?

Non esiste al momento una definizione ufficiale di “Travel Blogger”, anche perché esistono differenti tipi di blog di viaggio non classificabili tutti nella medesima categoria, anzi al contrario molti di essi appartengono ad una o più nicchie ben specifiche (low cost, family, pet, on the road, viaggi in solitaria, ecc.).

In ogni caso a me piace definire un travel blogger come un vero viaggiatore che condivide le proprie esperienze di viaggio con i lettori raccontando le proprie emozioni ma, soprattutto, fornendo loro informazioni utili (cosa vedere, prodotti tipici locali, tradizioni e folklore, ecc.) sulla destinazione in questione e sull’organizzazione del viaggio in generale.

Ho utilizzato l’aggettivo “vero” perché è importante che il travel blogger viaggi principalmente a sue spese e non prettamente tramite l’ausilio di blog tour, viaggi stampa ed altre forme di viaggio sponsorizzate.

Come può un travel blogger mantenere l’equilibrio tra il business model e la genuinità dei contenuti?

Io credo che il vero travel blogger debba pensare in primis ai suoi lettori, ovvero consigliare loro solo ciò che realmente egli stesso utilizzerebbe/farebbe in prima persona e qualora nel suo blog pubblicasse qualcosa di sponsorizzato deve farlo presente al lettore e non nasconderlo, o peggio ancora camuffarlo sotto forma di consiglio. In tema sponsorizzazione, l’ideale sarebbe accettare solo prodotti/servizi che realmente possano essere utili al lettore e non tutto pur di fare cassa. Naturalmente questa è solo la mia personalissima opinione e pertanto può darsi che mi sbagli.

Quando hai cominciato e perchè?

Ho iniziato nel 2010 fondando Viaggiatori Low Cost insieme alla mia compagna di vita Rossella de Gennaro. L’obiettivo principale per cui decidemmo di dar vita al nostro travel blog era quello di condividere la nostra passione per i viaggi con altre persone che nutrono gli stessi interessi, nonché quello di aiutare quante più persone possibili a viaggiare low cost.  Oggi, a distanza di oltre 5 anni, questi due obiettivi permangono.

Blogger e Seo. Che rapporto hai con la Search Engine Optimization?

Ho un rapporto positivo con la SEO, non sono un esperto ma il mio livello base di conoscenze mi permette di non vanificare tutti gli sforzi e incanalare le energie affinché i contenuti siano ben visibili nei motori di ricerca e di conseguenza attirare traffico per cercare di fidelizzare i lettori.

Mi diverto nell’effettuare qualche test per capire come si posizionano i contenuti e in base a quali parametri. Sono molto lontano dall’ottima preparazione in materia dei grandi SEO italiani e internazionali ma nel mio piccolo riesco ad ottenere dei risultati positivi.

Quali canali social utilizzi per promuovere il tuo blog?

Il blog ha un account ufficiale su quasi tutti i social network (facebook, pinterest, google plus, ecc.) ma per una serie di motivi (tra cui il poco tempo a disposizione) utilizzo principalmente solo Facebook, Twitter e Instagram. Teoricamente bisognerebbe essere presenti e attivi ovunque ma praticamente ciò è impossibile (o almeno lo è per me :-D) e quindi, a mio avviso, è più utile concentrarsi solo su specifici canali social che possono portare maggiori benefici.

Il mio blog è rivolto soprattutto ai gestori di strutture ricettive extra alberghiere. Tu ne avrai conosciute tante. Cosa consiglieresti loro in chiave web?

L’unico consiglio che mi sento realmente di dare ai gestori delle strutture ricettive extra alberghiere è quello di affidarsi a uno o più professionisti del web. Generalmente in un determinato territorio la rete pullula di strutture ricettive di svariati tipi ed emergere cercando di massimizzare i profitti non è per niente semplice. Molte strutture addirittura non riescono nemmeno a sostenere le spese necessarie per sopravvivere. Per tale motivo, per rientrare negli investimenti e far sì che la propria attività sia produttiva, è importantissimo fare affidamento a una o più persone ben preparate in ambito SEO e Web Marketing, non trascurando naturalmente la parte informatica e quella inerente ai Social Network.

Errori da evitare per loro? Opportunità da sfruttare? 

Gli errori da evitare, secondo me, sono principalmente tre:

  • Credere di poter fare tutto da soli
  • Non definire un target principale degli ospiti
  • Vedere la struttura ricettiva solo come una fonte di reddito

Nel primo caso mi riferisco alla gestione e promozione della struttura ricettiva. Tendenzialmente i gestori non sono esperti in ambito promozionale (sia digitale che tradizionale), per tale motivo è consigliabile scindere le due cose e dedicarsi esclusivamente alla gestione della propria attività. Rientra quindi nuovamente in gioco quanto scritto nella risposta precedente.

Nel secondo caso, quando non ci si trova in grandi città o in centri particolarmente turistici, è utile definire un target principale di ospiti a cui si desidera mirare. Ciò giustamente varia in base al luogo dove la struttura ricettiva è collocata e, soprattutto, in funzione di cosa offre al visitatore il territorio circostante. La definizione del target, in alcuni casi, può portare ad una o più modifiche (strutturali, arredative, ecc.) alla struttura ricettiva per far sì che sia maggiormente appetibile rispetto ai concorrenti ma tutto ciò ha come conseguenza l’ottimizzazione del business model e l’aumento del profitto.

Nel terzo caso mi riferisco all’assenza di atmosfera familiare e rilassante, un fattore che potrebbe risultare determinante in molti casi tra la scelta di un hotel ed una struttura ricettiva extra-alberghiera. Purtroppo diversi gestori vedono nella loro struttura solo un’ottima opportunità per produrre utili e non anche una buona occasione per familiarizzare e confrontarsi con gli ospiti. Ciò rende il clima più freddo e distaccato e meno su “misura”, proprio come nelle grandi strutture.

Per quanto riguarda le opportunità da sfruttare io mirerei sempre all’originalità, gioca a vantaggio della struttura ricettiva il luogo in cui si trova. Perché non proporre per colazione e per i pasti prodotti tipici locali? Sono sicuro che gli ospiti apprezzerebbero molto ed in più avrebbero un ricordo indelebile sui sapori relativi al territorio visitato. Attrazioni-sapori è un binomio inseparabile!

Un’altra buona idea sarebbe quella di creare dei piccoli gadget la cui funzione principale è quella di essere utili e non semplicemente di promozionare la struttura, altrimenti non avrebbe senso.

Infine, consiglio a tutti i gestori di concentrarsi sulla fidelizzazione degli ospiti. Naturalmente questo concetto non è sempre applicabile in tutti i contesti ma a specifici target sì. In linea di massima i viaggi legati al lavoro, al benessere, alla religione ed altre particolari forme di turismo sono degli ottimi settori su cui lavorare per far sì che gli ospiti tornino regolarmente a trovarci.

Grazie Nicola. Per saperne di più è possibile consultare il suo blog www.viaggiatorilowcost.it

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About the author

Flavio

Mi trovo nel campo del web dal 2006. Nel tempo mi sono specializzato soprattutto nell'indicizzazione,  nel posizionamento di siti internet e nell'utilizzo dei social media principali a fini di marketing.

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